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Il comune di Strambinello appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Il Ponte dei Preti

Nome Descrizione
Indirizzo Via Ponte Preti, 2
Raccontano che, nei tempi andati, una banda di briganti aveva scelto i boschi attorno a questo ponte come suo nascondiglio. Alcuni di essi, travestiti da preti, abbordavano i passanti da lontano, magari all'altezza del ponte sulla Malesina a Castellamonte o del ponte Ribes a Colleretto, e, strada facendo, cercavano di capire se valeva la pena o meno di aggredire il malcapitato. In caso positivo, con dei segnali convenuti - la corona del Rosario benstretta tra le mani o, altra versione, tré baci al crocifisso della medesima trasmettevano ai compagni acquattati fra le fronde la notizia che la preda era valida.

Per non dare nell'occhio, anche il prete accompagnatore veniva diligentemente perquisito e magari - per finta, si capisce -, derubato di quel poco che aveva; ma, nella maggior parte dei casi, vista la sua assoluta povertà, gli ve- nivano lasciati abito talare e libertà, con tante scuse e dei supplicanti "Preghi per noi, padre, per noi poveracci costretti, per quarant'ore settimanali, a questo pesante lavoro, onde poter sfamare i nostri figlioli!". Intanto il pove- ro mercante, lasciato magnanimamente libero, correva per i campi nudo come un verme, ben lieto di aver salvato la ghirba, almeno quella.

Ma siccome, è risaputo, il diavolo fa le pentole ma poi sbaglia la misura dei coperchi, avvenne che un mercante, già rapinato una volta, dovendo ripassare in quel posto, incontrasse dalle parti della trattoria della Campana un prete, vedi caso, somigliantissimo a quello che lo aveva accompagnato la volta precedente. Questi (anche ai briganti può capitare di non essere fisionomisti), non riconoscendo il mercante, gli propinò per la strada le stesse identiche fanfaluche che già gli aveva propinato nel precedente accompagnamento; il mercante si insospettì e cominciò ad osservarlo scrupolosamente e così si accorse che il prete mancava di chierica, che aveva mani callose e nodose quali non sono quelle avvezze a maneggiar ostie ed olii santi e che il rosario pendente dalla cintola aveva solo quattro misteri. Arrivato all'osteria di Quagliuzzo che forse era già dei Presbitero, tanto è antico questo nome, il mercante offrì da bere al prete sì da sbronzarlo nero, poi gli alzò la tonaca e, vedendo la cintura delle sue braghe ornata da una serie di acuminati coltellacci, non ebbe più dubbi e corse a raccontar tutto ai gendarmi. Questi, si travestirono anche loro da preti e, le armi nascoste sotto la tonaca, si avviarono lemme lemme al ponte. I briganti,
vedendoli arrivare, pensarono ad un ritorno dei loro esploratori ed andarono loro incontro, per sapere cos'era capitato, che tornavano così tutti insieme.
Detto fatto, da sotto le tonache schizzarono fuori le manette e la banda preti del ponte, cioè quella del ponte dei preti, finì in gattabuia. Leggende a parte, è fuor di dubbio che il luogo si prestasse ad ogni di agguati e che più di un crimine sia stato perpetrato nei suoi pressi, (113) li dimostra la frequenza con cui il luogo viene citato nella cronaca nera, specialmente del secolo XVIII. Non è perciò da escludere del tutto l'ipotesi che a dare il nome al ponte sia stato, se non proprio il fatto di cui parla la legenda, almeno un qualcosa di analogo, sul quale la fantasia popolare ha poi ricamato a suo agio.

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