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Il comune di Strambinello appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Castello di Strambinello

Nome Descrizione
Indirizzo Via Castello, 1
Telefono 0125.76633
Web http://www.castellodistrambinello.com/index.php/it
Il Castello di Strambinello sorge isolato dal resto del paese, poiché era stato costruito in posizione strategica, come avamposto aperto verso gli altri Castelli della Pedanea: Parella e Loranzè da un lato e Pramonico dall'altro.

Lo origini del Castello sono antichissime: il primo documento scritto che ne testimonia l'esistenza risale alla metà del XII secolo

Furono Signori del Castello prima i Conti di San Martino e poi i Conti di Castellamonte dal 1310.

Queste famiglie presero purtroppo parte alla sanguinose lotte che nel XIV secolo contrapposero la nobiltà Guelfa a quella Ghibellina. Sul finire del secolo si giunse ad una pacificazione tra le parti, grazie anche all' intervento di Amedeo VI di Savoia (il Conte Verde).

Le guerre però avevano lasciato le terre impoverite ed il popolo in miseria, cosi che poco dopo si scatenò la rivolta del Tuchinaggio: nel 1387 il Castello di Strambinello, come altri nella zona, venne assediato, invaso ed in parte distrutto. Venne poi ricostruito, tanto che nel XVI secolo passò in successione alla potente famiglia dei Dal Pozzo: Carlo Antonio che fu Arcivescovo di Pisa creò il cosi detto Collegio Puteano, che consentiva agli studenti poveri ma meritevoli del paese di studiare gratuitamente presso l'Università di Pisa.

Sul finire del XVII secolo il Castello passò alla famiglia dei Bersano per il matrimonio tra Giovanni Domenico Bersano e Tommasina dei Conti di Castellamonte avvenuto nel 1680.

Nel 1749 Ottone Bersano sposò, ormai ottuagenario, una giovane e bella contadina di nome Maddalena la quale, alla morte del marito, si risposerà con Pietrino Giacosa, capostipite della stirpe dei Giacosa in Canavese.

Nella seconda metà del XVIII secolo il Castello giunse per via ereditaria ai Conti di Barone e da questi fu poi ceduto, nel corso del XIX secondo, a delle famiglie borghesi.

ASPETTO ATTUALE

La struttura originaria del Castello era abbastanza diversa da quella attuale, in quanto era quella della tipica fortezza medioevale con forma quadrangolare e tre cortili interni. La parte rivolta a Sud è però franata progressivamente verso valle perché il torrente Chiusella passava originariamente a lambire lo strapiombo sottostante ed erodeva progressivamente il terreno. Bisogna inoltre ricordare che l'edificio era stato incendiato e molto danneggiato durante la rivolta dei Tuchini.

Nella parte Nord Ovest l'attuale proprietario ha ricostruito quello che era l'aspetto medioevale, riprendendo le mura merlate, le torri, le finestre a bifora e gli archi gotici che in parte erano andati in rovina per l'incuria, mentre in parte erano stati deturpati o abbattuti deliberatamente anche in tempi recenti.

Dal primo cortile si accede, attraverso un arco barocco, al secondo su cui si affaccia il corpo di fabbrica risalente al XVII secolo, quando i nobili proprietari del Castello lo ristrutturarono secondo i canoni dell' epoca: le matrici medioevali non furono però abbattute, ma incorporate nella costruzione seicentesca, così che spesso sono emerse nei lavori di restauro.

Si accede allo scalone principale attraverso un portale di stile barocco decorato a stucco, con due angeli e motivi floreali. Sulla facciata si può notare anche una meridiana, una meridiana, ad ore francesi ed italiche.

Nella parte interna dell'edificio le sale principali sono abbellite da camini barocchi che recano affrescati nella parte superiore degli stemmi gentilizi: al piano terreno vi è quello dei Conti di Castellamonte, mentre al piano nobile troviamo quello di Carlo Emanuele II di Savoia, che fu proclamato Duca nel 1648 proprio ad Ivrea, con un'abile manovra diplomatica della madre, Cristina di Francia, desiderosa di ingraziarsi la nobiltà Canavesana.

Nel perimetro del Castello si trova la chiesetta di San Sulpizio, della cui esistenza si fa cenno già nel 1329, ma che fu spostata e ricostruita nel luogo attuale nel corso del XVII secolo. Sulla facciata, verso Levante, vi è quello che resta di un affresco raffigurante il Santo Patrono, martire romano, in veste di legionario, con la palma del martirio in una mano ed una pergamena nell'altra.

San Sulpizio fu concepita come Cappella privata: una feritoia in una delle pareti consentiva infatti ai Conti di assistere alla messa dalle loro stanze, ma nel 1600 fu per un periodo anche Chiesa Parrocchiale. Fino alla metà del XX secolo gli Strambinellesi mantennero la tradizione di portarvi i bambini a benedire nel giorno di Pasquetta.

Anche l'aspetto odierno della Chiesetta si deve all'opera di recupero dell' attuale proprietario, che l'aveva acquistata negli anni 80 dalla Curia, già sconsacrata, in condizioni desolanti.
La facciata della Chiesa corrisponde all'antica entrata del Castello medioevale: di fianco ad essa c'è infatti una delle torri che è stata successivamente smorzata ed incorporata nella costruzione seicentesca.